ALESSIO LIGUORI – YOUNG LEADER IDF

  • By aniad
  • 11 gennaio, 2016
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ALESSIO LIGUORI  –  YOUNG LEADER IDF

SUB REGIONAL MANAGER OVEST EUROPA

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Ho sognato l’America, ho sognato di visitarla, di scoprirla, di viverci. Ero in palestra a tirar su pesi, dovevo prepararmi al meglio per l’europeo di calcio a 5 per ragazzi con diabete, quando d’improvviso mi vibrò il telefono. “Sarà Alessandro che vuole parlarmi della nazionale” pensai “rispondo dopo” decisi.

Ma a  scrivermi non era Ale, non era un messaggio, non era nulla di quello che potevo immaginare. Era una mail, della IDF,che mi comunicava ufficialmente di essere stato scelto come unico italiano per l’IDF Young Leaders in Diabetes Leadership Training da tenersi a Vancouver.

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Grazie ad ANIAD e al gruppo  IGEA FRATTAMAGGIORE, i miei sogni stavano prendendo forma.

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Il 23 Novembre dopo ben 26 ore di viaggio arrivai in Canada. Ero stanco ma pronto a quella che sarebbe stata la più grande esperienza della mia vita.

Parlare di essa per sommi capi è cosa facile, descriverne le sensazioni, le emozioni è cosa più complessa; eppure basterebbe guardare i miei occhi per capire la grandezza di quanto sublime ho avuto piacere di vivere.

Oltre 100 ragazzi provenienti da 100 paesi differenti, un’ unica missione, un solo obiettivo chiaro e pronto ad essere raggiunto, un’unica voce. Badate bene però , il corso per YLD non è un corso medico, anzi. Esso tratta di “politica”, managEment, empowerment,  raise funding, advocacy. Africa, America, Asia, Australia, Europa, tutto il mondo accumunato da una sola cosa: il diabete.

All’inizio non credevo ai miei occhi, quei volti sembravano a me così familiari, si respirava sin da subito aria di famiglia. Dal 24 al 29 Novembre ogni giorno frequentavamo corsi di formazione differenti, variavano in base  alle nostre volontà di apprendimento, si poteva scegliere il percorso formativo a noi più congeniale in base alle nostre esigenze e al nostro ruolo nelle rispettive associazioni.

Le giornate erano davvero intense, spesso si arrivava alla sera davvero stanchi eppure sempre più desiderosi di continuare quella splendida avventura.Durante quei giorni, e precisamente durante le elezioni per la definizione del nuovo organigramma degli yld, fui nominato west europe’s sub regional manager. Il mio compito, così come quello degli altri manager, è quello di fare da trait-d’union tra i vari yl della relativa zona di competenza e il regional chair europeo. Informarmi sulle loro iniziative, sui loro problemi, aiutarli nella risoluzione degli stessi sono alcuni dei compiti che da quel giorno ho il dovere di ottemperare al meglio.

foto da inserire nel testo_5Al termine del campo di formazione, la Idf ci diede anche la possibilità di partecipare al congresso mondiale del diabete, dove ogni giorno ricercatori, dottori e presidenti di grandi associazioni mettevano al nostro servizio tutte le loro conoscenze; il tutto avveniva in una sorta di grande villaggio come a voler marcare ancor di più l’atmosfera familiare che si respirava lì.

Noi di ANIAD avevamo anche un nostro stand all’interno del villaggio dove, aiutato anche dai nostri poster, spiegavo quali fossero gli obiettivi, i compiti, i progetti dell’associazione. Facevamo da volontari,  davamo le più disparate indicazioni, parlavamo delle nostre esperienze alimentati come sempre dal desiderio di aiuto e sostegno alle persone con diabete. E come dimenticare poi la maratona di 5km fatta lungo la zona marittima della città di Vancouver? Eravamo circa 20 yl, e tra ipo e imprevisti di ogni genere tagliammo quasi tutti contemporaneamente la linea del traguardo.

Il 5 dicembre prendevo l’aereo del ritorno, lasciavo il Canada con il volto segnato dalle lacrime; le mie valigie erano ben più piene e pesanti del viaggio d’andata. Erano  ricche di nuove conoscenze, di grandi amicizie creatosi in così poco tempo, erano felicemente piene della forza dei ragazzi africani, dei sorrisi dei sudamericani. Erano stracolme ma mai sature di tutte quelle cose che solo un’esperienza così unica può regalarti.

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Con il diabete sono stato in America, l’ho visitata, l’ho scoperta e l’ho vissuta. Con il diabete ho realizzato il mio grande sogno.

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