“7^
CARACCIOLO GOLD RUN 2007”

DIECIMILA
DIABETICI SU STRADA
6
maggio 2007
Caracciolo
Gold Run Campionato Italiano Atleti Diabetici
Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici
di
Cristian Agnoli
Lungomare
Caracciolo, Napoli. Sole, cielo terso e azzurro,
caldo alleviato da una piacevole brezza: 7^
edizione della gara podistica Caracciolo Gold
Run, competizione nazionale sulla distanza
di Km 10, organizzata dall'Associazione Napoli
Sport Events con il patrocinio del Comune
di Napoli, valida anche e soprattutto come
Campionato Italiano per Atleti Diabetici.
Dopo
il campionato di Ciclismo del 15 aprile, eccomi
di nuovo in gara, questa volta, abbandonate
le due ruote, sul fronte podistico: una mezzofondo
su strada, ennesima occasione per diffondere
il binomio vincente sport e diabete e raccontarne
i risvolti, da protagonista e osservatore.
Il
gruppo di diabetici Aniad scalpita rumoroso
e festoso alla partenza, con il presidente
Dott. Corigliano in prima fila: diabetologo
ma anche sportivo vicino agli sportivi, che
indossati scarpette, chip, pettorale e t-shirt,
conduce il gruppo dei diabetici ANIAD, Fitness
Metabolica e Io Muovo la Mia Vita ai nastri
di partenza. Lo staff dell'Aniad è
al gran completo con la dottoressa Cristina
de Fazio che si prodiga nel coordinamento
e nell'assistenza medica e Carmen Gargano
che ha sempre una parola di incoraggiamento
e un sorriso per tutti.
Vestizione,
stretching, ultimi aggiustamenti, qualche
battuta e impressione sulla giornata e lo
splendido contesto, un paio di giri di Piazza
Plebiscito come warm-up e, ovviamente i controlli
glicemici di routine: predisposta infatti
una postazione dedicata per gli atleti diabetici
ma a disposizione di chiunque volesse conoscere
il proprio livello di zuccheri nel sangue
e verificare eventuali patologie o predisposizioni.
Io
rilevo glicemia a 118, un pò bassa
per il pregara, ma avevo corso già
una trentina di minuti prima di arrivare alla
zona partenza. Assumo del succo di frutta
allungato con acqua per alzare un pò
il livello. Con me porto una dose di carboidrati
liquidi a rapida assimilazione.
Controllo
che le scarpe siano ben allacciate, ultime
pacche sulle spalle, si entra in griglia.
Mi ritrovo assieme a Pippo Pipitone e Augusto
Zecca, rispettivamente campione e vice campione
italiani di mezza maratona per Atleti Diabetici
2006.
Si
cerca la giusta concentrazione, Pippo regola
il microinfusosre e sistema il cronometro,
respiri profondi per ingannare cuore e tensione.
Colpo
di pistola! Via! Il gruppo dei quasi ottocento
parte. Qualche problema per evitare alcuni
rallentamenti e il rischio di inciampo nella
leggera discesa è notevole. ci vogliono
circa trecento metri prima che il gruppo si
sgrani. Pippo procede prudente ma è
già davanti, seguito da me, a pochi
metri e Augusto alle mie spalle.
Il
primo km passo in 3,52, un ritmo un po' troppo
forte per la mia preparazione attuale. Decido
di rallentare un pochino ma progressivamente.
La sagoma di Pippo ogni chilometro si allontana
di pochi metri. Lui sì riesce a tenere
la velocità del primo chilometro.
La
prima boa arriva quasi inaspettata, ma aiuta
a controllare chi è davanti e chi segue.
Pippo, viso tirato che contraddistingue il
maratoneta in piena forma, continua a martellare
ad un ritmo intorno ai 3,50/km. Segue il sottocritto,
che superato il rischio di strafare, mantiene
un dignitoso passo attorno ai 4 km. Al ristoro
prendo una bottiglietta d'acqua e assumo mezza
dose della mia cartuccia di carboidrati rapidi
liquidi, più per sicurezza psicologica
che per reale bisogno. Su una distanza così
breve, nemmeno serve probabilmente.
Duri
i diecimila però. Personalmente non
sono abituato a correre questa distanza. Ancora
cambio di direzione e ritorno dritti sparati
sull?altro lato della strada con il bel mare
napoletano a farci compagnia fino a Mergellina:
tutti in fila, qualcuno supera, qualcuno viene
ripreso. Gli atleti sono impegnati al massimo.
Respiri affannati, gemiti, passi pesanti,
imprecazioni, strani versi, schiamazzi, chiacchiericci
concitati, posture incerte, stili di corsa
diversi talvolta improbabili e non capisci
come si possa correre così male ma
comunque più forte di te misteri del
podismo mi diverto ad osservare la fatica
altrui metabolizzando la mia. Vedo facce stravolte
e segnate dalla fatica e spero che la mia
non lo sia altrettanto perché sarebbe
preoccupante.
Ascolto
il mio corpo, se sono ok. Corro forse un pò
troppo di potenza e devo migliorare in scorrevolezza.Tra
il 5 e il 7 km il mio ritmo ritmo si è
stabilizzato intorno ai 4,02/km.
Passato
l'ultimo giro di boa mi imbatto nuovamente
nel profilo radente e muscolare di Pippo,
il viso sofferente, ma il passo ancora efficace.
Cerco di aumentare un pochino il ritmo pure
io, preso dalla "trans agonistica".Vedo
sfilare anche Augusto, che non ha ancora svoltato,
e stimo in un minuto abbondante il suo distacco.
Procedendo
riconosco altri del gruppo diabetici tra cui
Giuseppe Aguglia e pure riconosco Carlo Recchia
di "Io muovo la mia vita". Di altri
sento un voce, un incitamento, forse uno di
loro era il professor De Feo impegnato pure
lui in gara e brillantemente.
All'ottavo
chilometro cerco di rompere gli indugi, ma
riesco appena appena a correre in 3,59 al
km anche se mi sembrava di poter correre a
passo più spedito: il cronometro è
impietosamente sincero.
Siamo
già all'ultimo chilometro: Pippo è
oramai irraggiungibile e sento in lontananza
lo speaker preannunciarne trionfante l'arrivo.
In
salita me la cavo discretamente, retaggio
delle corse in montagna e degli allenamenti
in collinare, e resisto pure, dopo il giro
finale della piazza, al ritorno di un gruppetto
di podisti che mi vogliono sprintare a tutti
i costi. Reagisco di potenza, rischiando pure
di inciampare, ma sfreccio sotto lo striscione
a volte ci vuole un pò di sana "cattiveria"
. La seconda posizione è assicurata.
Il
titolo di campione italiano va a Pippo Pipitone,
l'inossidabile 42enne di Mazara del Vallo,
ha concluso la gara in 38 primi e 28 secondi,
classificandosi cinquantottesimo nella graduatoria
assoluta.
Raggiungo
Pippo per congratularmi con lui e bere una
bottiglietta d'acqua. Aspettiamo assieme l'arrivo
del terzo classificato, Augusto Zecca, e degli
altri atleti che alla spicciolata giungono
al traguardo.
Mi
scuso con quelli che non cito ma non conoscevo
tutti, e la concitazione e i tempi ristretti
hanno fatto il resto. Ma dal primo all'ultimo,
da chi ci ha messo 38 minuti a chi ne ha impiegati
80, la fatica è la stessa e il messaggio
positivo e universale pure. una bella giornata
di sport e diabete.
All'arrivo,
tra uno scambio di impressioni, il cambio
degli indumenti e la reintegrazione di liquidi
e zuccheri, da bravi diabetici non dimentichiamo
il controllo glicemico all'affollattismo stand
Aniad.
Io
rilevo uno strano 175, valore un pò
alto ma lo attribuisco ai cairboidrati inutilmente
ingurgitati a metà gara che mi sono
andati in circolo praticamente a fine corsa.
Poco più di mezzora dopo ripeto il
controllo e sono a 85. I miei muscoli avevano
evidentemente fame.
Siamo
contentissimi per l?accoglienza ricevuta e
il calore e la simpatia del pubblico, lungo
tutto il percorso di gara. E' l'ora delle
premiazioni con tanto di intervista tivì
per un emozionato Pippo., che alza la coppa
e indossa la invidiatissima maglia tricolore.
L'effetto podio, devo ammettere, non lasciare
indifferente nemmeno lo sportivo diabetico.
Ci
ho riso un pò su ritornando a piedi
all?albergo sul lungomare con la mia medaglia
al collo e il trofeo in una mano con gli sguardi
curiosi di chi mi credeva un top runner?.
Senza
scadere in una prevedibile e scontata retorica
diabetica, ribadisco come lo sport aiuti non
solo a regolarizzare l'andamento glicemico
e a dare benessere ed efficienza fisica ma
anche a trovare dentro di noi un pò
di spirito positivo e propositivo, la capacità
di attribuire agli eventi del nostro quotidiano
il giusto peso, seriamente ma non seriosamente.
Una lezione di vita fondamentale soprattutto
per il diabetico, la cui condizione implica
autocontrollo e disciplina ma non rinuncia
al sorriso e al gusto della risata, da soli
o in compagnia, facendo sport ma in ogni ambito
professionale, privato, sociale.
In
tal senso durante il convegno tenutosi presso
l'Università Di Napoli il giorno precedente
la competizione, tutti gli esperti relatori
hanno confermato e sottolineato con sfumature
diverse ma univoche come l'attività
fisica sia una componente fondamentale nella
prevenzione, nella cura, nel controllo e nella
gestione del diabete.
Più
corro e più mi rendo conto che lo sport
è gioia e condito con un pò
di sacrificio e disciplina, ci aiuta a convivere
bene con il diabete e a vivere al meglio delle
nostre possibilità, consapevolmente.
L'invito è a uscire allo scoperto,
a confrontarsi con sé stessi e con
gli altri, mostrando che alla fine nella "diversità"
nulla è precluso: è una questione
di atteggiamento e accettazione: è
proprio la piena consapevolezza dei propri
limiti, che, consente, talvolta, di superarli.
Lo sport in questo gioca un ruolo di primaria
importanza.
L'esperienza
della Caracciolo Gold Run rappresenta l'ennesima
pietra miliare sulla strada per abbattere
i pregiudizi verso il diabete e i diabetici.
Una manifestazione certamente perfettibile
ma riuscita e da ripetere: in tal senso invitiamo
il dottor Corigliano a continuare su questa
strada e che l'entusiasmo della base diabetica
praticante serva da ulteriore sprone a partecipare
sempre più numerosi e a dare il meglio.
Colgo
l'occasione per comunicare che l'appuntamento
clou del 2007 per tutti i podisti diabetici
sarà il campionato italiano di mezza
maratona che si disputerà l'8-9 dicembre
a Mazara del Vallo, padrone di casa Pippo
Pipitone. Ce la metteremo tutta per organizzare
un evento e confidiamo nella più ampia
e motivata partecipazione.
Per
informazioni consultate il sito Aniad www.aniad.org
, sempre aggiornato e ricchissimo di informazioni
oppure quello da me gestito www.diabetenolimits.it,
di più basso profilo e meno istituzionale.
Se
volete contattarmi:
Cristian
Agnoli
Cell.
3474436981
chretien@senghor.it
chretien@alice.it
chretien@diabetenolimits.it
Sito
Internet: www.diabetenolimits.it
CLASSIFICA
Il
gruppo Aniad, per la cronaca, si è
classificato 16° nella speciale graduatoria
per società.
Classifica
Aniad Fitness Metabolica - Io Muovo la Mia
Vita
1.
Pipitone Pippo, Mazara del Vallo 38:28
2.
pett. 784 Agnoli Cristian, Garda (VR), 39:55
3.
Zecca Augusto, Roma, 41:29
4.
762 43:35 credo sia De Feo
5.
745 43:37
6.
736 45:17
7.
741 46:36
8.
740 47:56
9.
768 50:12
10.
753 50:26
11.
758 51:03
12.
759 51:04
13.
771 52:20
14.
754 52:28
15.
737 52:54
16.
757 54:39
17.
767 55:37
18.
751 57:44
19.
742 57:47
20.
747 58:05
21.
764 58:52
22.
748 59:26
23.
743 1h00:38
24.
760 1h01:04
25.
744 1h03:36
26.
750 1h04:59
27.
755 1h05:30
28.
756 1h05:32
29.
746 1h08:09
30.
769 1h08:22
31.
770 1H10:09
32.
738 1H10:20
33.
735 1:11.04
34.
749 1:11:05
35.
734 1:11.06
36.
766 1:12.13
37.739
1:12.13