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Messina, 21/07/07 >>clicca qui<< per la locandina

Ore 9:20 si parte, l’adrenalina è alle stelle e la tensione anche, mi butto in acqua e comincio a nuotare i primi 400 mt li faccio in maniera scoordinata, non riuscivo a trovare il mio ritmo, cominciavo a pensare di non farcela…. Ma lungo il tragitto ho pensato a tutti i sacrifici fatti quest’anno per prepararmi per questa impresa, a tutte le persone che credevano in me e che mi hanno sostenuta, a tutte quelle persone che mi attendevano sull’altra sfonda e con questi pensieri ho cominciato a nuotare come so fare, ho preso il mio ritmo è l’ho portato sino alla fine.
Durante il tragitto mi son fermata circa 6 volte per bere, 2 per effettuare un controllo glicemico e per fare l’insulina, devo ringraziare il Dott. Corigliano che era sulla barca d’appoggio e che ha seguito con entusiasmo tutta la traversata.
Ho effettuato circa 4,5 km di traversata in un ora e quaranta ma sinceramente nonostante le correnti e le meduse incontrate non mi sono pesati affatto. Arrivati sulla sfonda Calabra ho ricevuto un accoglienza eccezionale persino la capitaneria di porto e la polizia municipale che mi hanno seguito durante il percorso hanno suonato le loro sirene per festeggiare il mio arrivo.
La gioia che ho provato è indescrivibile, non ci sono parole per farlo, vorrei tanto ringraziare chi mi ha supportata in questa mia impresa: ANIAD, Novonordisk, FAND, il mio allenatore Davide Perez, i miei genitori e mio fratello e tutti coloro che ho avuto modo di incontrare in questi mesi di duri allenamenti e che hanno sempre creduto in me.


A prescindere dall’esito positivo della traversata, il mio obbiettivo era quello di arrivare nelle case degli italiani per poter gridare che un diabetico può fare tutto, può condurre una vita normale, basta crederci… E nella speranza che la mia impresa,possa essere un piccolo contributo a far cambiare la mentalità sulla vita del diabetico, abbraccio tutti con affetto e vi dico di crederci sempre….

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di seguito l'articolo uscito sul sito: http://www.ilgazzettinobr.it

http://www.ilgazzettinobr.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1597&Itemid=1

Monica Priore campionessa di umiltà

clicca per ingrandireL'atleta diabetica Monica Priore è rientrata domenica sera nella sua Mesagne dopo aver attraversato a nuoto lo stretto di Messina. Stanca per l'impresa svolta ma felice per avere dimostrato a tutti che si può essere vincenti anche in presenza di una malattia. E lunedì mattina è andata a lavorare regolarmente, svolge la professione di impiegata in una azienda edile, dimenticando la notorietà nazionale ricevuta per aver portato a termine una impresa piuttosto ardua.

Monica come ti senti dopo aver svolto una impresa da record per una atleta che da anni convive con il diabete. "Stanca per l'attraversata ma sicuramente emozionata per l'inaspettata notorietà che l'impresa mi ha data. Debbo dire con franchezza che non mi aspettavo tanto calore umano da parte di gente che nemmeno conosco ma che mi fa piacere sentire. Tra questi anche il sindaco di Mesagne, Vincenzo Incalza, il quale dopo aver appreso la notizia dell'avvenuta attraversata mi ha telefonato per farmi i suoi auguri. Mi ha invitata in Municipio perché mi vuole conoscere personalmente. Tante anche le testimonianze di affetto giunte dalla gente comune che sicuramente mi fanno piacere e danno forza al mio progetto". C' stato un momento in cui ti ei sentita solo ed hai creduto di non farcela? "No. Credetemi ho sempre sentito intorno a me la solidarietà della gente e il calore di tutti. Tra i primi i miei genitori che non mi hanno mollato un attimo. Papà all'inizio del mio progetto era molto titubante, ha fatto di tutto per scoraggiarmi. Questo naturalmente per il mio bene. Ma davanti alla mia caarbetà e decisione debbo dir che è stato il mio primo tifoso. Non si è mosso dalla barca di appoggio e mi ha incoraggiata lungo tutto il tragitto. Grazie veramente di cuore a loro ed al mio preparatore atletico, Davide Perez, che non ha lasciato nulla al caso curando una preparazione tecnica nei minimi particolari. Un grazie anche al dottore Gerardo Corigliano, presidente nazionale dell'Anied, ed alla casa farmaceutica Novo Nordisk senza il cui apporto professionale difficilmente avrei potuto portare a termine l'impresa". Ma qual è il messaggio che vuoi lanciare con questa impresa sportiva. "Approfitto di queste ore di notorietà per entrare nelle case della gente e dire semplicemente che il messaggio di questa impresa è un messaggio di speranza per coloro che da anni sono ammalati di diabete e si chiudono nella malattia. Questo è sbagliato perché il diabete è una malattia con la quale si convive e la si controlla. L'impresa sportiva, improponibile ai diabetici, dimostra come invece è possibile per i diabetici fare sport anche a livello agonistico. Inoltre la presenza all'arrivo in Calabria degli atleti diabetici è una dimostrazione di volontà. Se ce l'ho fatta io ce la possono fare tutti".

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