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AVVISO
A TUTTI I SOCI DELL'ANIAD:
C'E' UNA GRANDE OCCASIONE, GRAZIE ALL'AVVENUTA CONVENZIONE
CON I CENTRI
MIDA SPORT DI
ARZANO, AVELLINO, CASERTA, POMPEI, POZZUOLI DOMITIANA
E POZZUOLI CAMPANE E' POSSIBILE AVERE LO SCONTO
DEL 10% ESIBENDO LA PROPRIA TESSERA
SOCI. |
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L’ATTIVITA’
FISICA NEL BAMBINO E
NELL’ADOLESCENTE DIABETICO
B A C K G R O U N D
Spesso il solo parlare di Diabete Mellito
crea delle situazioni di disagio nei ragazzi
insulino-dipendenti. Quando il pediatra
, poi , parla di attivita’ fisica
(A.F.) , il disagio puo’ acuirsi se
essa viene prescritta e , quindi , viene
vissuta come un ulteriore adempimento. D’altra
parte nella nostra societa’ dominata
dalla fitness il bisogno di A.F. e’
, non solo naturale nel ragazzo IDDM , ma
spesso “imposto” dal contesto
sociale.
Anche se entrare in una lega di basket o
di calcio ovviamente è molto più
impegnativo che mettersi un paio di scarpette
e giocare nel parco con gli amici , in ogni
caso il ragazzo e i genitori devono sempre
prendere in considerazione la tempistica
del gioco in rapporto ai pasti, all’azione
dell’insulina e alle richieste di
snack.
Occorre che sempre prima di uscire di casa
si abbia ben chiaro il piano di trattamento
e prevenzione delle crisi ipoglicemiche.
Infatti il ragazzo con diabete potrebbe
essere preoccupato non soltanto di giocare
al meglio ma anche dell’imbarazzo
potenziale di avere una crisi ipoglicemica
davanti agli amici, al direttore di gara
e agli spettatori.
Sarà nostro compito pertanto dare
un razionale nel suggerire di praticare
A.F. mostrando gli aspetti benefici sul
piano fisico e psicologico e altresi’
fornire delle linee guida atte ad assicurare
un esercizio fisico sicuro e di successo
per tutti i ragazzi ed anche per le famiglie.
I benefici dell’attività fisica
durante il gioco e in generale durante gli
sport di gruppo del ragazzo si verificano
a molti livelli.
I benefici immediatamente evidenti come
il miglioramento dello stato di allenamento
e di coordinazione interagiscono con quelli
un po’ meno evidenti ma altrettanto
importanti che vanno ricercati nelle aree
della auto- stima e auto- fiducia in se
stessi.
Partecipare ad attivita’ sportive
(specie quelle a squadre) e’ inoltre
utile al ragazzo da un punto di vista sociale
poiche’ gli insegna la cooperazione
, il lavoro di gruppo , la partecipazione
al gruppo e così via inserendosi
piacevolmente nel processo di crescita.
Nei ragazzi IDDM oltre a cio’ la A.F.
ha comunque anche un’altro significato
di tipo “biologico-comportamentale”.(1)
Negli adulti IDDM , come nei ragazzi , i
benefici dell’esercizio regolare comprendono
il miglioramento della sensibilità
insulinica(2), della fitness cardio-vascolare
, la riduzione dei lipidi plasmatici (3)
come anche la riduzione della pressione
arteriosa. Dimostrazioni scientifiche presenti
in letteratura confermano che l’esercizio
fisico regolare migliora i livelli glicemici
ed il compenso metabolico in generale (4).
Questi ed altri vantaggi sul piano fisico
e psico-sociale permettono di raccomandare
l’esercizio fisico per il valore terapeutico
che ha.
FISIOLOGIA
In condizioni normali il mantenimento della
normoglicemia è dovuto ad un adattamento
ormonale, consistente in una diminuzione
dell’insulina ed aumento degli ormoni
controinsulari che fanno aumentare la produzione
epatica di glucosio:
1. La diminuzione della produzione d’insulina
esalta la produzione epatica di glucosio
e la scissione dei grassi;
2. L’aumento della produzione di ormoni
controregolatori (glucagone, adrenalina
e, se l’esercizio dura a lungo, anche
cortisolo e GH) serve a rifornire l’organismo
di glucosio a mano a mano che il muscolo
lo utilizza.
DIFFICOLTA’ DA AFFRONTARE
Nel consigliare ad un adolescente con il
diabete l’esercizio fisico dobbiamo
pensare di dover affrontare una serie di
difficoltà.
Per molti la maggior difficoltà sta
nel bilanciare introito di carboidrati ,
dispendio energetico ed effetto insulinico
e quindi mantenere il controllo glicemico
durante la normale attività di gioco
ed anche dopo.
Una eccessiva attenzione nei confronti della
malattia raramente è gradita ad un
ragazzo con il diabete. Ad esempio interrompere
una fase di gioco per fare uno stix polarizza
una attenzione non voluta sul ragazzo con
il diabete. D’altra parte lasciare
che il gioco fluisca normalmente senza curarsi
del problema può essere complicato
da maggior frequenza di episodi ipoglicemici
o iperglicemici.
Ipoglicemia da attività fisica
L’ipoglicemia da esercizio fisico
è prodotta dall’aumento della
sensibilità insulinica e dalla riduzione
delle scorte di glicogeno in rapporto all’aumentato
dispendio energetico.
Alcuni ragazzi possono scambiare i sintomi
dell’ipoglicemia con quelli tipici
della fatica da esercizio fisico.
Ignorare i sintomi può provocare
una ipoglicemia grave immediatamente dopo
l’esercizio (5). Al contrario la paura
di una reazione ipoglicemica può
talora comportare una eccessiva introduzione
di cibo sotto forma di snack o addirittura
il fatto di evitare completamente l’attività.
L’ipoglicemia può essere prevenuta
dagli snack prima dell’esercizio fisico
, durante o anche alla fine dell’esercizio
in rapporto al tipo di attività (prevalentemente
aerobica o anaerobica o mista) e alla sua
tempistica a sua volta in rapporto al pasto
del ragazzo e al tipo di terapia insulinica
utilizzata.(6)
Quando si considera il tipo e la quantità
dello snack e’ importante considerare
la quantità dell’insulina che
andrà ad agire durante e dopo l’esercizio
fisico , la distanza dall’ultimo pasto
e la durata /intensità dell’attività
fisica.
La pianificazione degli snack (vedi tabella
1) e la pianificazione in generale dei pasti
dovrebbe anche riflettere il tempo dedicato
giornalmente all’attività fisica
organizzata e all’attività
spontanea tipica del ragazzo e dell’adolescente.
Coloro che interagiscono con il ragazzo
regolarmente come i genitori, l’allenatore,
il preparatore atletico, gli amici ed i
compagni di squadra, dovrebbero conoscere
quali sono i sintomi dell'ipoglicemia del
ragazzo e saper instaurare un trattamento.
Occorrerebbe anche avere sempre disponibile
e a portata di mano degli snaks , zucchero
e bevande zuccherate ai bordi del campo
o nella borsa del ragazzo IDDM. Per tale
ragione può essere una buona idea
per i genitori partecipare o comunque essere
disponibili nei primi periodi di attività
fisica quando possibile. Inoltre il medico
o l’assistente sanitario dovrebbero
assicurare sia il ragazzo che i genitori
che una reazione ipoglicemica non automaticamente
significa che egli deve abbandonare il campo
di gioco una volta che l’ipo sia risolta,
anzi , spesso , è rassicurante ed
appropriato farlo ritornare a giocare.
Iperglicemia da attività fisica
L’iperglicemia da esercizio interviene
per deficienza insulinica. Quando la glicemia
sale al di sopra di 250 mg/dl e’ bene
fare un test delle urine per la ricerca
dei corpi chetonici. Se sono presenti i
corpi chetonici nelle urine è importante
ritardare o rimandare l’esercizio
fisico fino a quando essi non scompariranno.
In caso di assenza di chetonuria l’esercizio
fisico è accettabile fino a quando
la glicemia non superi 300mg per dl (7).
A volte i livelli glicemici possono essere
elevati immediatamente dopo sport competitivi
o esercizio fisico intenso per effetto dell’attività
adrenergica (8). In questa situazione se
la chetonuria è assente , cosa che
suggerisce livelli insulinemici sufficienti
, una strategia efficace potrebbe essere
di ridurre significativamente gli snack
pre-esercizio. In alternativa si potrebbe
ridurre lo snack soltanto di poco e rivalutare
la dose insulinica quando il ragazzo si
trova nella medesima circostanza. Quando
l’attività è programmata
una o due ore dopo il pasto può non
essere necessario aggiungere i carboidrati
all’inizio ma sarà necessario
farlo durante e dopo l’attività.
Comunque il “timing” ideale
per l’A.F. affinche’ non vi
sia ne’ un eccesso di insulina circolante
ne’ una carenza eccessiva di essa
, e’ da collocarsi almeno 3-4 ore
dopo l’insulina regolare , 8 ore dopo
l’insulina intermedia e 11/2 -3 ore
dopo l’analogo Lyspro dell’insulina
umana.(9)
Schemi terapeutici a due inezioni al di’
, ancorche molto rari in eta’ pediatrica
e l’uso di insuline lente ed ultralente
sono assolutamente incompatibili con la
pratica dell’esercizio sicuro.
Adattamento degli snack e della dose insulinica
È consueto fra i ragazzi correggere
l’ipoglicemia con barrette di cioccolatto.
Anche se in realtà molti lo usano
con buoni risultati è bene tenere
presente che il grasso contenuto nella cioccolata
può ritardare l’assorbimento
dei carboidrati e questo può essere
controproducente. Per questa ragione uno
snack più adatto potrebbe essere
rappresentato dai crackers che sembrano
più efficaci. È anche possibile
che l’aggiunta di snack possa causare
un aumento della glicemia dopo l’esercizio:
quando questo accade è buona regola
imparare a ridurre la quantità dello
snack .
Infine bisognerebbe adattare la dose insulinica
già preventivamente se l’esercizio
e’ programmato.
Spesso i ragazzi riferiscono di poter cambiare
le loro dosi perché “sentono
“ la loro glicemia ma come abbiamo
già detto prima alcuni ragazzi possono
confondere le sensazioni create dall’attività
fisica con quelle dell’ipoglicemia.
Per questa ragione è molto importante
misurare effettivamente la glicemia dopo
l’esercizio fisico per valutare gli
effetti dell’esercizio individuale
e per fare quindi gli adattamenti necessari.
Se la glicemia è inferiore a 100
mg /dl dopo l’esercizio è bene
assumere 15 -30 gr. di carboidrati immediatamente
e rivalutare lo schema di alimentazione
o snack prima dell’esercizio o l’adattamento
insulinico prima dell’esercizio. (10)
I ragazzi e gli adolescenti come gli adulti
vanno facilmente incontro alla ipoglicemia
tardiva post esercizio: nella gran parte
dei casi è buona regola assumere
uno snack molte ore dopo l’esercizio
e ridurre la dose di intermedia serale.
La pianificazione dell’A.F. nei ragazzi
diabetici dovrebbe tendere a raggiungere
almeno due obiettivi :
1) valutazione preliminare delle necessità
fisiche e degli adattamenti necessari in
termini di alimentazione e di richiesta
di insulina;
2) valutazione delle necessità psicologiche
del ragazzo e dell’approccio nei confronti
del diabete.
Il ragazzo potrebbe infatti essere imbarazzato
nei confronti della malattia o magari, invece,
anche sentirsi a suo agio.
PRESCRIZIONE DELL’ESERCIZIO
Gli obiettivi specifici di un programma
di esercizio per ragazzi con diabete mellito
di tipo 1 dovrebbero essere focalizzati
sul mantenimento della crescita normale
e sulla prevenzione della ipoglicemia da
esercizio fisico.
La alleanza americana per la salute , l’educazione
fisica , la ricreazione e la danza raccomanda
che i ragazzi facciano almeno trenta minuti
di esercizio fisico al giorno (11). Ciò
è valido anche per ragazzi IDDM.
In Italia esiste dal 1990 l’ANIAD
(ASSOCIAZIONE NAZIONALE ITALIANA ATLETI
DIABETICI) che si occupa della promozione,
della educazione e della tutela legale dei
diabetici, anche in fase adolescenziale
. Anche le associazioni dei giovani IDDM
e delle loro famiglie (A.G.D., F.D.G.) possono
costituire un valido riferimento.
ASPETTI LEGALI
In Italia, la legge 115/87 afferma, anticipando
quanto poi sancito dalle dichiarazione di
S. Vincent, che “ la malattia diabetica
non costituisce motivo ostativo al rilascio
del certificato di idoneità fisica…..,
per lo svolgimento di attività- fisiche
a carattere agonistico”. Il certificato
di idoneità fisica, quindi, può
essere rilasciato direttamente dal pediatra
curante, in caso di partecipazione alle
lezioni di educazione fisica, iscrizione
in palestra, piscina ed altre attività
amatoriali come i giochi della gioventù.
Per l'attività agonistica vera e
propria (consentita peraltro solo da una
determinata età in poi , variabile
a seconda del tipo di sport di squadra),
la legge 115/87 prevede che la certificazione
venga rilasciata dallo specialista in medicina
dello sport (come per tutti gli altri ragazzi)
previa presentazione di un certificato del
diabetologo curante attestante lo stato
di malattia compensata, la capacità
ottimale di autocontrollo del ragazzo e
l’assenza di complicanze nvalidanti).
Quanto al tipo di attività da consigliare,
i ragazzi diabetici possono partecipare
alla maggior parte delle attività
aerobiche e degli sport di squadra. Nella
tabella 2 sono indicate le principali attività
consigliate ad IDDM in età pediatrica
e le gradualità con cui affrontarle
in rapporto all’età.
CONCLUSIONE
Per un ragazzo con diabete in genere la
“prescrizione” di esercizio
fisico è meno formale di quanto non
succeda per gli adulti. Si tiene conto,
per esempio, delle preferenze personali
del ragazzo e dell’adolescente , del
livello di abilità sviluppato e comunque
delle tendenze fisiche e delle tendenze
naturali.
A questo punto è compito del professionista
(e del genitore) determinare le necessità
insuliniche o alimentari in rapporto al
tipo individuale di attività fisica
tenendo presente che ogni adattamento deve
essere estremamente individualizzato e guidato
da un intelligente autocontrollo glicemico.
I genitori svolgono un ruolo fondamentale
nel successo che il ragazzo realizza nel
bilanciare le necessità dell’esercizio
e del controllo glicemico (12).
Supporto Alimentare Per Sforzi Protratti
e Intensità Moderata (tab. 1)
GLICEMIA
(mg%) Supporto alimentare
(grammi di glucidi) Alimento
(Equivalenti) < 100 Subito 15-30
poi 10-15
prima di ogni
ora
successiva 1 panino al
prosciutto +1
eq. di frutta o
latte subito;
1 eq. di frutta o
latte ogni ora
successiva da 100 a 170 10 –15 prima
di ogni ora di
attività 1eq. di frutta o
latte da 170 a 250 Subito niente,
poi 10-15
prima di ogni
ora 1eq. di frutta o
latte prima di
ogni ora
successiva
successiva da 250 a 300
(chetonuria
assente) Subito niente,
poi 10-15
prima di ogni
ora
successiva 1 eq. di frutta o
latte prima di
ogni ora
successiva Da 250 a 300 (chetonuria presente)
non iniziare
l’attivita non iniziare
l’attività
Linee guida per l’introduzione all’attività
fisica e la partecipazione ad attività
sportive in ragazzi ed adolescenti IDDM
(tab.2)
PRIMA INFANZIA
3-5 anni RAGAZZINI
6-9 anni ADOLESCENTI
10-12 anni LINEE – GUIDA -Nessuna
competizione
- Istruire attraverso la dimostrazione
- Dare importanza al divertimento
- Ridurre al minimo le attività competitive
senza dare importanza al punteggio
- Mantenere flessibili le regole
- Non scegliere sport complessi da effettuare
- In questa età si possono cominciare
a valorizzare le singole abilità
naturali e allenarsi per eventuali partecipazione
a sport veri e propri Attività Raccomandate
Gioco libero, piccole passeggiate, correre,
nuotare, fare capriole Ginnastica, andare
in bici,Pattinaggio,Nuoto.
Inizio delle attività di squadra
Calcio- Nuoto- Tennis-Ciclismo-Pallavolo-Ginnastica
artistica Danza.
Si ringrazia per la collaborazione il dott.
Felice Strollo INRCA Roma
Dott. Gerardo Corigliano
NAPOLI
BIBLIOGRAFIA:
1. Rowland TW: Exercise and Children’s
Health. Champaign, IL, Human Kinetics Books,
1990, p.215-33
2. Landt KW, Campaigne BN, James FW, Sperlig
MA: Effects of exercise training on insulin
sensitivity in adolescents with type 1 diabetes.
Diabetes Care 8;461-65, 1985
3. Audrey Austin, MD, Vijay Warty, PHD,
Janine JanoskyPHD, Silva Arslanian, MD The
Relationship of Physical fitness to Lipid
and Lipoprotein(a) Levels in Adolescents
With IDDM Diabetes Care , volume 16 number
2, February 1993 pagg.421-425.
4. Stratton R., Wilson DP, Endres RK, Goldstein
DE: Improved glycemic control after supervised
8- week exercise program in insulin-dependent
diabetic adolescents. Diabetes Care 10:589-93,
1987
5 Bhatia V, Wolfsdorf JI: Severe hypoglicemia
in youth with insulin-dependent diabetes
mellitus
frequency and causative factors. Pediatrics
88:1187-93,1991
6. Holleroth H: A Guide for Children and
Youth With Diabetes. Boston, MA, Joslin
Diabetes
Center, 1988Dependent (Type1)
7. Santiago J (Ed.):Medical Management of
Insulin-Dependent (Type1) Diabetes. Alexandria,
VA, American Diabetes Association, 1994,
p. 69-70
8 S. Altan Yasar, Tivadar Tulassay, Laszlo
Madacsy, Anna Korner, Laszlo Szucs, Ivan
Nagy
Antal Szabo, Miklos Miltenyi. Sympathetic-
Adrenergic Activity and Acid- Base Regulation
under Acute Physical Stress in Type I (Insulin-Dependent)
Diabetic Children
1994;42:110-115
9 G. Corigliano, S. Turco, S. Gentile, M.
Agrusta, A. Perrelli, C, Scurini: Modificazioni
Endocrino-metaboliche pre-post esercizio
fisico in IDDM trattati con analogo LYSPRO
Atti del XII congresso AMD 1999, Chia Laguna;
pagg. 491/495.
10 M. Agrusta: L’integrazione dei
carboidrati in rapporto all’attività
fisica in IDDM. In :” Sport e Diabete
“ Bollettino dell’ANIAD anno
3° n.1 Gennaio- Aprile 1998
11 Green L. Adeyanju M: Exercise and fitness
guidelines for elementary and middle school
children. The Elementary School Journal
91:437-44,1991
12 P. Fontana: Il Giovane Diabetico tra
famiglie ed ambiente sociale: ipotesi educative
per la diffusione dell’attività
fisica. In :” Atti del VII Corso Nazionale
di Sport 1995 per Diabetici insulino-dipendenti
e II Corso Nazionale ANIAD di formazione
per diabetologi su “Diabete e Sport”
pagg.69-87 Ed. Zoppelli- Dosson (TV)- 1996
LETTURE CONSIGLIATE PER RAGAZZI IDDM E LE
LORO FAMIGLIE:
• F. DAMMACCO, A. FOLORNI: “IL
DIABETE NEL BAMBINO E NELL’ADOLESCENTE”.
T.R. EDITRICE
• R. LOMBARDI: “ANTOLOGIA DEL
DIABETE – FATTI E PERSONE-“
la lezione di educazione fisica pagg.191-195
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