IL
PROGRAMMA OTTIMALE DI ATTIVITÀ FISICA
PER LE PERSONE AFFETTE DA DIABETE MELLITO
Pierpaolo De Feo1, Giovanni Annuzzi2, Gerardo
Corigliano3,
Gabriele Riccardi2
1Sezione Medicina Interna, Scienze Endocrine
e Metaboliche, DIMI, Università di
Perugia
2Dipartimento di Medcina Clinica e Sperimentale,
Università di Napoli Federico II
3Servizio di Diabetologia A.I.D. , Napoli
Indirizzo per la corrispondenza:
Prof. Pierpaolo De Feo
IMISEM, DIMI
Via E dal Pozzo
06126 Perugia
defeo@dimisem.med.unipg.it
E’
stato dimostrato da diversi studi epidemiologici
che la pratica regolare dell’esercizio
fisico di tipo aerobico si associa ad una
significativa riduzione del rischio di mortalità
per tutte le cause, di mortalità
coronarica e per alcune neoplasie. Nei pazienti
diabetici di tipo 1 i benefici dell’esercizio
fisico sono gli stessi dei soggetti non-diabetici.
Nei pazienti con diabete di tipo 2 i benefici
sono anche maggiori perché l’esercizio
fisico rappresenta un’efficace arma
di prevenzione e trattamento dell’iperglicemia
e dell’intera sindrome metabolica.
La recente pubblicazione dei risultati dello
studio statunitense DPP (Diabetes Prevention
Program Research Group) che dimostra che
una moderata attività fisica, in
aggiunta a modifiche dietetiche, riduce
di circa il 60 % la comparsa del diabete
in soggetti con intolleranza ai carboidrati,
rappresenta un ulteriore stimolo per implementare
i programmi per aumentare l’adesione
dei pazienti con o a rischio di diabete
di tipo 2 alla pratica regolare dell’attività
fisica aerobica. In questa ottica e per
migliorare la qualità dei programmi
di attività fisica suggeriti ai pazienti
diabetici è stato organizzato dal
Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale
dell’Università di Napoli Federico
II, dalla Facoltà di Scienze Motorie
dell'Università Parthenope di Napoli
e dall’A.N.I.A.D. (Associazione Nazionale
Italiana Atleti Diabetici) il primo corso
di aggiornamento: "L'attività
fisica nei pazienti con diabete o altre
malattie metaboliche" (Napoli 7-9 febbraio
2002). Obiettivo primario del corso è
stato quello di educare gli istruttori di
educazione fisica sulle problematiche dell’esercizio
fisico nel diabete, vista la crescente presenza
di pazienti diabetici di tipo 1 e 2 nelle
palestre.
Alla fine delle tre giornate del corso è
stato concordato tra discenti e relatori
un programma ottimale di attività
fisica da proporre ai pazienti con diabete
mellito di tipo 1 (Tabella 1) e di tipo
2 (Tabella 2).
Per quanto riguarda i pazienti con diabete
mellito di tipo 1, le attività consigliate
sono tutte quelle aerobiche pure o prevalentemente
aerobiche con la raccomandazione di
massimale. Il calcolo della frequenza cardiaca
ottimale in base all’intensità
dell’esercizio può essere fatto
con la formula riportata in tabella. E’
consigliabile l’uso del cardiofrequenzimetro
che consente, mediante telemetria, la misurazione
istantanea della frequenza cardiaca e di
fissare degli allarmi acustici se la frequenza
prestabilita viene superata. La durata dell’esercizio,
fatto salvo il riscaldamento ed il defaticamento,
viene proposta dai 30 ai 60 minuti. E’
possibile anche una durata maggiore ma il
paziente deve controllare dopo un’ora
dall’inizio dell’esercizio fisico
la glicemia per decidere sull’opportunità
o meno di assumere carboidrati. Le precauzioni
specifiche per i pazienti diabetici riguardano
la cura del piede, l’uso di calzature
idonee e il monitoraggio glicemico. Il momento
ottimale per incominciare la seduta di esercizio
fisico è 2 ore dopo la somministrazione
di un analogo ad azione pronta o 3-4 ore
dopo la somministrazione di insulina umana
regolare. Il controllo della glicemia prima
di iniziare la seduta è indispensabile.
Se la evitare un impegno agonistico per
durate superiori all’ora perché,
con i metodi di rilevazione della glicemia
attuali, esso è difficilmente compatibile
con la necessità di monitorare la
glicemia. Gli sports sconsigliati sono quelli
anaerobici o prevalentemente anaerobici
caratterizzati da esercizi di tipo isometrico
(di forza), gli sports da combattimento
con contatto fisico e nei pazienti affetti
da retinopatia diabetica le attività
che comportano frequenti scuotimenti del
capo come la corsa in discesa e la mountain
bike. Non consigliati sono anche gli sports
che richiedono una particolare vigilanza
e/o prontezza di riflessi. In questi casi,
una possibile ipoglicemia potrebbe mettere
a rischio la vita del paziente o di altre
persone. In particolare, viene fortemente
sconsigliata l'immersione subacquea perché
richiede dei tempi obbligati per l’emersione
che non sono compatibili con la gestione
della crisi ipoglicemica. Per quanto riguarda
l’intensità a cui svolgere
l’esercizio fisico, trattandosi di
soggetti giovani, spesso già dediti
ad attività agonistiche, si propone
un range compreso tra 40 e 80% della VO2
glicemia è inferiore a 150 mg/dl
è consigliata l’assunzione
di 20-50 g di carboidrati (anche mono- disaccaridi)
in base all’intensità della
seduta. Se l’esercizio si protrae
per più di 1 ora è necessaria
una breve interruzione per ricontrollare
la glicemia perché spesso è
necessario ripetere l’assunzione dei
carboidrati. Se, prima dell’esercizio,
la glicemia supera i 250 mg/dl è
probabile che il paziente sia criticamente
sottoinsulinizzato o che abbia assunto un
eccessivo carico di carboidrati. Nel primo
caso è opportuno rimandare la seduta.
Nel dubbio, si consiglia di eseguire un
test per la ricerca di corpi chetonici nelle
urine, di iniziare l’allenamento solo
se la chetonuria è assente, di controllare
dopo 30-40 minuti l’andamento della
glicemia e di prevenire accuratamente la
disidratazione. Per la dieta valgono i suggerimenti
dietetici generali per gli sportivi che
praticano sports aerobici con il consiglio
specifico per i diabetici di contenere l’introito
proteico sempre sotto al 15% delle calorie
totali, meglio ancora tra il 10 ed il 12%
(0,8 g/kg di peso).
Programma di attività fisica per
diabetici di tipo 1
Attività consigliate Nuoto, marcia,
ginnastica, podismo, ciclismo, sci di fondo,
canoa, danza. Attività sconsigliate
Sports di combattimento, sollevamento pesi,
immersioni, sports anaerobici puri, sports
aerobici di lunga durata a livello agonistico,
vela in solitario e sports in cui l’ipoglicemia
mette a rischio la vita propria ed altrui
Intensità 50-80% VO2 max; la frequenza
cardiaca da raggiungere durante l'attività
fisica può essere calcolata con la
formula: [ (FC massima*– FC basale)
x 40-60%] + FC basale Durata 30-60 minuti,
escluso il riscaldamento ed il defaticamento
Frequenza Almeno 3-4 volte alla settimana
Precauzioni Scarpe adeguate, monitoraggio
glicemico prima, durante e dopo l’esercizio
fisico (vedi testo), evitare l’esercizio
intenso nel periodo post-prandiale (di massima
insulinizzazione) Consigli dietetici Associare
una dieta normocalorica con calorie derivanti
per il 55-60% dai carboidrati, 10-15% dalle
proteine e 25-30% dai grassi che sia ricca
in fibre ed offra un’adeguata integrazione
idricosalina (i
offra un’adeguata integrazione idrico-salina
(i carboidrati semplici sono consentiti
prima, durante e dopo l’esercizio
in base alla glicemia) Adesione a lungo
termine Valutare con il paziente i benefici
conseguenti all’esercizio fisico,
gratificarlo, favorire il supporto di persone
che praticano la stessa attività
ed offrire sports alternativi
*misurata durante test da sforzo o calcolata
con la formula: FC massima = 220 –
età (anni)
Per quanto riguarda la scelta degli sports
per i pazienti con diabete mellito di tipo
2 (Tabella 2) valgono gli stessi consigli
dati per i pazienti con tipo 1, viene sconsigliata
l’agonistica, con la considerazione
di fondo che l’attività fisica
è proposta a persone di una certa
età, spesso sedentarie che hanno
come obiettivi primari la riduzione della
massa grassa, il mantenimento o l’aumento
della massa magra e l’incremento della
sensibilità insulinica. Dato che
le maggiori masse muscolari sono localizzate
negli arti inferiori vanno privilegiati
gli sports di tipo aerobico che coinvolgono
la muscolatura delle cosce e delle gambe.
L’intensità dell’esercizio,
dato che si vogliono bruciare grassi, deve
essere contenuta tra il 40 ed il 60%. La
formula riportata in tabella tiene conto
della frequenza cardiaca basale e consente
un calcolo più corretto rispetto
a quella basata sulla sola frequenza cardiaca
massimale. Quest’ultima, se non è
stata determinata con un test da sforzo,
può essere stimata sottraendo l’età
del paziente a 220. La frequenza delle sedute
dovrebbe essere giornaliera, la durata,
in media 30-60 minuti. Se il paziente è
allenato la durata può essere maggiore,
soprattutto se l’intensità
è bassa. Per coloro che sono in terapia
con farmaci ipoglicemizzanti (insulina,
sulfaniluree) valgono le stesse precauzioni
suggerite per il diabete di tipo 1. Nei
diabetici di tipo 2 una particolare attenzione
va rivolta alla cura del piede e, in considerazione
del rischio di cardiopatia silente è
opportuno eseguire l’ECG a riposo.
Nei casi dubbi e per i pazienti che praticano
attività fisiche impegnative è
necessario l’ECG da sforzo. Se si
dimostra una cardiopatia ischemica questa
non controindica
l’attività fisica, che riduce
la morbilità anche nei soggetti infartuati,
ma è opportuno che il programma sia
proposto da un centro di riabilitazione
per cardiopatici.
Si suggerisce di utilizzare il dispendio
energetico ottenuto con l’attività
fisica volontaria per ottenere un bilancio
giornaliero negativo di 200-300 kcal che
deve accompagnarsi alla corretta alimentazione.
Programma di attività fisica per
diabetici di tipo 2
Attività consigliate Sports di tipo
aerobico: podismo, ciclismo, marcia, ginnastica,
nuoto, sci di fondo, canoa, danza. Attività
sconsigliate Sports di combattimento, sollevamento
pesi, sports anaerobici puri e sports a
livello agonistico; per i pazienti in terapia
con farmaci ipoglicemizzanti: immersioni,
vela in solitario e sports in cui l’ipoglicemia
mette a rischio la vita propria ed altrui
Intensità 40-60% ; la frequenza cardiaca
da raggiungere durante l'attività
fisica può essere calcolata con la
formula: [ (FC massima*– FC basale)
x 40-60%] + FC basale Durata 30-60 minuti,
escluso il riscaldamento ed il defaticamento
Frequenza Almeno 3-4 volte alla settimana,
preferibilmente tutti i giorni Precauzioni
Scarpe adeguate, monitoraggio glicemico
prima, durante e dopo l’esercizio
fisico (soprattutto per i pazienti in terapia
con farmaci ipoglicemizzanti), ECG a riposo
ed eventualmente sotto sforzo Consigli per
perdere peso Associare una dieta con calorie
derivanti per il 50-60% dai carboidrati,
10-15% dalle proteine e 25-30% dai grassi
ed un deficit calorico giornaliero di circa
300 kcal/die, che sia ricca in fibre ed
offra un’adeguata integrazione idrico-salina
Adesione a lungo termine Valutare con il
paziente i benefici conseguenti all’esercizio
fisico, gratificarlo, favorire il supporto
di persone che praticano la stessa attività
ed offrire sports alternativi
*misurata durante test da sforzo o calcolata
con la formula: FC massima = 220 –
età (anni)
Letture consigliate:
1. Il Ministero della Sanità statunitense
ha pubblicato un documento omnicomprensivo
sull’attività fisica con l’obiettivo
di promuoverne la pratica nella popolazione
generale; il documento (U.S. Department
of Health and Human Services. Physical Activity
and Health: A Report of the Surgeon General.
Atlanta, GA: U.S. Department of Health and
Human Services, Centers for Disease Control
and Prevention, National Center for Chronic
Disease Prevention and Health Promotion,
1996) è reperibile al seguente indirizzo
web: http://www.cdc.gov/nccdphp/sgr/sgr.htm
2. P. De Feo. Diabetologo ed esercizio fisico:
dalla teoria alla pratica. Il Diabete 12:
203-214, 2000.
3. Diabetes Prevention Program Research
Group. Reduction in the incidence of type
2 diabetes with lifestyle intervention or
metformin. N Engl J Med 346: 393-403, 2002.
4. G. Corigliano. In attività contro
il diabete: Prevenzione e trattamento del
diabete mellito non insulino-dipendente
mediante esercizio fisico aerobico. Sport
e Medicina 1: 22-25, 2001.s