7° Caracciolo Gold Run 2007

  • By aniad
  • 18 febbraio, 2015
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Diecimila diabetici su strada 6 maggio 2007

Caracciolo Gold Run Campionato Italiano Atleti Diabetici

Associazione Nazionale Italiana Diabetici

di Cristian Agnoli

Lungomare Caracciolo, Napoli. Sole, cielo terso e azzurro, caldo alleviato da una piacevole brezza: 7^ edizione della gara podistica Caracciolo Gold Run, competizione nazionale sulla distanza di Km 10, organizzata dall’Associazione Napoli Sport Events con il patrocinio del Comune di Napoli, valida anche e soprattutto come Campionato Italiano per Atleti Diabetici.

Dopo il campionato di Ciclismo del 15 aprile, eccomi di nuovo in gara, questa volta, abbandonate le due ruote, sul fronte podistico: una mezzofondo su strada, ennesima occasione per diffondere il binomio vincente sport e diabete e raccontarne i risvolti, da protagonista e osservatore.

Il gruppo di diabetici Aniad scalpita rumoroso e festoso alla partenza, con il presidente Dott. Corigliano in prima fila: diabetologo ma anche sportivo vicino agli sportivi, che indossati scarpette, chip, pettorale e t-shirt, conduce il gruppo dei diabetici ANIAD, Fitness Metabolica e Io Muovo la Mia Vita ai nastri di partenza. Lo staff dell’Aniad è al gran completo con la dottoressa Cristina de Fazio che si prodiga nel coordinamento e nell’assistenza medica e Carmen Gargano che ha sempre una parola di incoraggiamento e un sorriso per tutti.

Vestizione, stretching, ultimi aggiustamenti, qualche battuta e impressione sulla giornata e lo splendido contesto, un paio di giri di Piazza Plebiscito come warm-up e, ovviamente i controlli glicemici di routine: predisposta infatti una postazione dedicata per gli atleti diabetici ma a disposizione di chiunque volesse conoscere il proprio livello di zuccheri nel sangue e verificare eventuali patologie o predisposizioni.

Io rilevo glicemia a 118, un pò bassa per il pregara, ma avevo corso già una trentina di minuti prima di arrivare alla zona partenza. Assumo del succo di frutta allungato con acqua per alzare un pò il livello. Con me porto una dose di carboidrati liquidi a rapida assimilazione.

Controllo che le scarpe siano ben allacciate, ultime pacche sulle spalle, si entra in griglia. Mi ritrovo assieme a Pippo Pipitone e Augusto Zecca, rispettivamente campione e vice campione italiani di mezza maratona per Atleti Diabetici 2006.

Si cerca la giusta concentrazione, Pippo regola il microinfusosre e sistema il cronometro, respiri profondi per ingannare cuore e tensione.

Colpo di pistola! Via! Il gruppo dei quasi ottocento parte. Qualche problema per evitare alcuni rallentamenti e il rischio di inciampo nella leggera discesa è notevole. ci vogliono circa trecento metri prima che il gruppo si sgrani. Pippo procede prudente ma è già davanti, seguito da me, a pochi metri e Augusto alle mie spalle.

Il primo km passo in 3,52, un ritmo un po’ troppo forte per la mia preparazione attuale. Decido di rallentare un pochino ma progressivamente. La sagoma di Pippo ogni chilometro si allontana di pochi metri. Lui sì riesce a tenere la velocità del primo chilometro.

La prima boa arriva quasi inaspettata, ma aiuta a controllare chi è davanti e chi segue. Pippo, viso tirato che contraddistingue il maratoneta in piena forma, continua a martellare ad un ritmo intorno ai 3,50/km. Segue il sottocritto, che superato il rischio di strafare, mantiene un dignitoso passo attorno ai 4 km. Al ristoro prendo una bottiglietta d’acqua e assumo mezza dose della mia cartuccia di carboidrati rapidi liquidi, più per sicurezza psicologica che per reale bisogno. Su una distanza così breve, nemmeno serve probabilmente.

Duri i diecimila però. Personalmente non sono abituato a correre questa distanza. Ancora cambio di direzione e ritorno dritti sparati sull?altro lato della strada con il bel mare napoletano a farci compagnia fino a Mergellina: tutti in fila, qualcuno supera, qualcuno viene ripreso. Gli atleti sono impegnati al massimo. Respiri affannati, gemiti, passi pesanti, imprecazioni, strani versi, schiamazzi, chiacchiericci concitati, posture incerte, stili di corsa diversi talvolta improbabili e non capisci come si possa correre così male ma comunque più forte di te misteri del podismo mi diverto ad osservare la fatica altrui metabolizzando la mia. Vedo facce stravolte e segnate dalla fatica e spero che la mia non lo sia altrettanto perché sarebbe preoccupante.

Ascolto il mio corpo, se sono ok. Corro forse un pò troppo di potenza e devo migliorare in scorrevolezza.Tra il 5 e il 7 km il mio ritmo ritmo si è stabilizzato intorno ai 4,02/km.

Passato l’ultimo giro di boa mi imbatto nuovamente nel profilo radente e muscolare di Pippo, il viso sofferente, ma il passo ancora efficace. Cerco di aumentare un pochino il ritmo pure io, preso dalla “trans agonistica”.Vedo sfilare anche Augusto, che non ha ancora svoltato, e stimo in un minuto abbondante il suo distacco.

Procedendo riconosco altri del gruppo diabetici tra cui Giuseppe Aguglia e pure riconosco Carlo Recchia di “Io muovo la mia vita”. Di altri sento un voce, un incitamento, forse uno di loro era il professor De Feo impegnato pure lui in gara e brillantemente.

All’ottavo chilometro cerco di rompere gli indugi, ma riesco appena appena a correre in 3,59 al km anche se mi sembrava di poter correre a passo più spedito: il cronometro è impietosamente sincero.

Siamo già all’ultimo chilometro: Pippo è oramai irraggiungibile e sento in lontananza lo speaker preannunciarne trionfante l’arrivo.

In salita me la cavo discretamente, retaggio delle corse in montagna e degli allenamenti in collinare, e resisto pure, dopo il giro finale della piazza, al ritorno di un gruppetto di podisti che mi vogliono sprintare a tutti i costi. Reagisco di potenza, rischiando pure di inciampare, ma sfreccio sotto lo striscione a volte ci vuole un pò di sana “cattiveria” . La seconda posizione è assicurata.

Il titolo di campione italiano va a Pippo Pipitone, l’inossidabile 42enne di Mazara del Vallo, ha concluso la gara in 38 primi e 28 secondi, classificandosi cinquantottesimo nella graduatoria assoluta.

Raggiungo Pippo per congratularmi con lui e bere una bottiglietta d’acqua. Aspettiamo assieme l’arrivo del terzo classificato, Augusto Zecca, e degli altri atleti che alla spicciolata giungono al traguardo.

Mi scuso con quelli che non cito ma non conoscevo tutti, e la concitazione e i tempi ristretti hanno fatto il resto. Ma dal primo all’ultimo, da chi ci ha messo 38 minuti a chi ne ha impiegati 80, la fatica è la stessa e il messaggio positivo e universale pure. una bella giornata di sport e diabete.

All’arrivo, tra uno scambio di impressioni, il cambio degli indumenti e la reintegrazione di liquidi e zuccheri, da bravi diabetici non dimentichiamo il controllo glicemico all’affollattismo stand Aniad.

Io rilevo uno strano 175, valore un pò alto ma lo attribuisco ai cairboidrati inutilmente ingurgitati a metà gara che mi sono andati in circolo praticamente a fine corsa. Poco più di mezzora dopo ripeto il controllo e sono a 85. I miei muscoli avevano evidentemente fame.

Siamo contentissimi per l?accoglienza ricevuta e il calore e la simpatia del pubblico, lungo tutto il percorso di gara. E’ l’ora delle premiazioni con tanto di intervista tivì per un emozionato Pippo., che alza la coppa e indossa la invidiatissima maglia tricolore. L’effetto podio, devo ammettere, non lasciare indifferente nemmeno lo sportivo diabetico.

Ci ho riso un pò su ritornando a piedi all?albergo sul lungomare con la mia medaglia al collo e il trofeo in una mano con gli sguardi curiosi di chi mi credeva un top runner?.

Senza scadere in una prevedibile e scontata retorica diabetica, ribadisco come lo sport aiuti non solo a regolarizzare l’andamento glicemico e a dare benessere ed efficienza fisica ma anche a trovare dentro di noi un pò di spirito positivo e propositivo, la capacità di attribuire agli eventi del nostro quotidiano il giusto peso, seriamente ma non seriosamente. Una lezione di vita fondamentale soprattutto per il diabetico, la cui condizione implica autocontrollo e disciplina ma non rinuncia al sorriso e al gusto della risata, da soli o in compagnia, facendo sport ma in ogni ambito professionale, privato, sociale.

In tal senso durante il convegno tenutosi presso l’Università Di Napoli il giorno precedente la competizione, tutti gli esperti relatori hanno confermato e sottolineato con sfumature diverse ma univoche come l’attività fisica sia una componente fondamentale nella prevenzione, nella cura, nel controllo e nella gestione del diabete.

Più corro e più mi rendo conto che lo sport è gioia e condito con un pò di sacrificio e disciplina, ci aiuta a convivere bene con il diabete e a vivere al meglio delle nostre possibilità, consapevolmente. L’invito è a uscire allo scoperto, a confrontarsi con sé stessi e con gli altri, mostrando che alla fine nella “diversità” nulla è precluso: è una questione di atteggiamento e accettazione: è proprio la piena consapevolezza dei propri limiti, che, consente, talvolta, di superarli. Lo sport in questo gioca un ruolo di primaria importanza.

L’esperienza della Caracciolo Gold Run rappresenta l’ennesima pietra miliare sulla strada per abbattere i pregiudizi verso il diabete e i diabetici. Una manifestazione certamente perfettibile ma riuscita e da ripetere: in tal senso invitiamo il dottor Corigliano a continuare su questa strada e che l’entusiasmo della base diabetica praticante serva da ulteriore sprone a partecipare sempre più numerosi e a dare il meglio.

Colgo l’occasione per comunicare che l’appuntamento clou del 2007 per tutti i podisti diabetici sarà il campionato italiano di mezza maratona che si disputerà l’8-9 dicembre a Mazara del Vallo, padrone di casa Pippo Pipitone. Ce la metteremo tutta per organizzare un evento e confidiamo nella più ampia e motivata partecipazione.

Per informazioni consultate il sito Aniad www.aniad.org , sempre aggiornato e ricchissimo di informazioni oppure quello da me gestito www.diabetenolimits.it, di più basso profilo e meno istituzionale.

Se volete contattarmi:

Cristian Agnoli

Cell. 3474436981

chretien@senghor.it

chretien@alice.it

chretien@diabetenolimits.it

Sito Internet: www.diabetenolimits.it

CLASSIFICA

Il gruppo Aniad, per la cronaca, si è classificato 16° nella speciale graduatoria per società.

Classifica Aniad Fitness Metabolica – Io Muovo la Mia Vita

1. Pipitone Pippo, Mazara del Vallo 38:28

2. pett. 784 Agnoli Cristian, Garda (VR), 39:55

3. Zecca Augusto, Roma, 41:29

4. 762 43:35 credo sia De Feo

5. 745 43:37

6. 736 45:17

7. 741 46:36

8. 740 47:56

9. 768 50:12

10. 753 50:26

11. 758 51:03

12. 759 51:04

13. 771 52:20

14. 754 52:28

15. 737 52:54

16. 757 54:39

17. 767 55:37

18. 751 57:44

19. 742 57:47

20. 747 58:05

21. 764 58:52

22. 748 59:26

23. 743 1h00:38

24. 760 1h01:04

25. 744 1h03:36

26. 750 1h04:59

27. 755 1h05:30

28. 756 1h05:32

29. 746 1h08:09

30. 769 1h08:22

31. 770 1H10:09

32. 738 1H10:20

33. 735 1:11.04

34. 749 1:11:05

35. 734 1:11.06

36. 766 1:12.13

37.739 1:12.13

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