Aniad Sardegna: Diabete in cammino… Prevenire e curare

  • By aniad
  • 7 maggio, 2018
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Dal 28 Aprile 2018 al 1° Maggio 2018 si è svolta l’VIII° edizione dell’Ultramaratona a tappe, organizzata dall’Aniad sezione Sardegna e dal Servizio della Diabetologia di Oristano, con la sponsorizzazione non vincolante di Abbott e il patrocinio dell’Università di Sassari.

L’iniziativa si chiama ‘Diabete in cammino… Prevenire e curare’. Abbiamo intervistato Anna Firinu, presidente Aniad Sardegna, la quale ci spiega nel dettaglio in cosa consiste la manifestazione.

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<< E’ un’ultramaratona a tappe: in 4 giorni si percorre una distanza maggiore di quella di una maratona (quindi più di 42 km) con lo scopo di sensibilizzare ed educare.

Mi spiego meglio:
sensibilizzare perchè, quando è nata l’iniziativa 10 anni fa, l’esigenza era quella di divulgare l’importanza di uno stile di vita sano (consistente in una pratica dell’attività fisica costante associata ad una corretta alimentazione). Questi sono argomenti straconosciuti all’interno dell’ambito ospedaliero, ma non tanto fuori. Le persone che, quindi, non frequentavano la diabetologia come potevano arrivavare a questo messaggio? In quegli anni, anche attraverso i canali   mediatici, non c’era l’attenzione che ritroviamo oggi.  Così si decise di portare “noi” questo messaggio attraverso la divulgazione dell’evento in tutti i comuni attraversati nelle 4 tappe e organizzando un incontro con i cittadini dei comuni interessati.
educare perchè il detto “imparare facendo” è uno strumento più che valido. Infatti è sperimentando sul campo, in una situazione di sicurezza (staff medico), che possiamo trovare le migliori risposte ai nostri dubbi, paure e acquisire nuove conoscenze. Ed è anche grazie al gruppo che troviamo la forza di affrontare nuove sfide, e superarne   delle altre.
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Il “Diabete in cammino” è un connubio di esperienze positive, di conquiste, grandi o piccole che siano, che lasciano un segno nelle persone, e che inevitabilmente portano a casa e, come tutte le cose belle, divulgano. Si crea così una rete di informazione e sensibilizzazione. Direi che è un qualcosa di sinergico, propositivo (parole che sembrano andare di moda) ma che in realtà racchiudono ciò che facciamo.

La 1° tappa ha preso il via dal paesino dell’Argentiera verso la spiaggia di Li turreddi,attarverso un sentiero di tipo escursionistico costiero con una difficoltà media, dovuta ai dislivelli e al terreno spesso roccioso, scosceso e a picco sul mare. Il gruppo, una volta rientrato alla base, nel tardo pomeriggio, si è riunito per il momento dedicato alla salute del piede durante il quale la Podologa, Stefania Floris, ha distribuito degli opuscoli che elencano in modo chiaro e illustrativo le raccomandazioni da seguire per la cura del piede nella quotidianità.

La 2° tappa si è svolta nel Parco Nazionale dell’Asinara. Mentre la terza ha avuto inizio all’Argentiera e si è conclusa a Porto Ferro. Un’escursione questa dal ritmo intenso, in cui il lavoro fisico è stato principalmente di forza, per i tanti tratti di forte pendenza che hanno messo alla prova le ginocchia, oltre che le glicemie.

L’ultimo giorno invece si è rimasti in albergo per svolgere le attività di gruppo conclusive, guidate dalla Psicologa Carla Porcu, ed è con il suo contributo che anche questa volta la manifestazione ha raggiunto gli obiettivi.

A differenza delle scorse edizioni, per via dell’assenza del furgone d’appoggio (che trasportava acqua, mele, succhi, cerotti ecc), i partecipanti si sono resi maggiormente autonomi e indipendenti. Ciascuno ha dovuto provvedere al proprio zaino “di sopravvivenza” mettendo tutto il necessario come acqua (minimo 1,5 litri), zucchero, integratori, scarpe di ricambio, indumenti impermeabili, panino, frutta ecc, aumentando così lo sforzo fisico per via del peso sulle spalle.

Quest’anno il gruppo era formato da una media di 34 partecipanti di età compresa tra i 28 e 76 anni:

  • 2 diabetologi,
  • 1 infermiera,
  • 1 psicologa,
  • 1 podologa,
  • 9 diabetici di tipo 1,
  • 8 diabetici di tipo 2 di cui uno con pacemaker,
  • 2 persone a rischio diabete e
  • 10 persone non diabetiche.

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Come Associazione, siamo pienamente soddisfatti nel dire che questa manifestazione ha dimostrato ancora una volta:

  • di aumentare la fiducia nelle persone favorendo una nuova consapevolezza delle proprie abilità fisiche, in una condizione di sicurezza;
  • di come il gruppo eterogeneo sia stato il principale strumento per superare difficoltà, preconcetti, e creare nuovi stimoli e sfide;
  • che la persona con diabete, responsabile e con una buona autogestione, è alla pari di una persona normoglicemica;
  • che il mondo dell’associazionismo funziona e che, con la collaborazione della rete sanitaria e locale, è un ottimo strumento di informazione e sensibilizzazione per la comunità.

A testimonianza di ciò ci sono le parole della nostra guida Elisabetta che, a fine escursione, ha confessato di essersi ricreduta sul suo iniziale pregiudizio fondato sulla convinzione che certe patologie sono incompatibili con attività fisiche che vanno oltre la passeggiata. Un rigraziamento speciale a Laura Atzeni e Manuela Laconi perché è con loro che abbiamo organizzato tutto>>.

Queste le parole di Anna, che ringraziamo per aver speso un po’ del suo tempo a rispondere alle nostre domande e soprattutto per l’ottima iniziativa dell’Ultramaratona a tappe ‘Daibete in cammino..’.

Nei prossimi giorni ascolteremo il dott. Gianfranco Madau, Primario del reparto di Diabetologia dell’ospedale San Martino di Oristano.

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