IDF International Camp

  • By aniad
  • 2 marzo, 2015
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Cronaca di una settimana speciale all’IDF International Camp di Luca Cappellini.

Si, credo che speciale sia il termine più adatto per definire questi splendidi sette giorni trascorsi con altri ventidue ragazzi provenienti da tutta l’Europa all’IDF International Camp; una settimana che certamente rimarrà per sempre tra i miei ricordi più importanti per l’amicizia, la solidarietà, il divertimento e anche per tutte le nuove conoscenze acquisite.

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Quando qualche mese fa sono venuto a conoscenza di questa iniziativa tramite Alessandro Carpi ( ANIAD sez. Emilia Romagna), mi sono sentito subito attratto da questa iniziativa, sebbene all’inizio non pensavo nemmeno di riuscire a partecipare, vuoi un po’ per l’esame di maturità, dal momento che forse le due date avrebbero coinciso, vuoi un po’ per le poche possibilità che credevo di avere nell’essere ammesso.
La speranza però si è riaccesa quando venni a sapere che le date dei due eventi erano diverse: il mio esame infatti si sarebbe sicuramente concluso entro la data di inizio del campo, motivo per cui ho presentato subito dopo la mia candidatura di partecipazione, anche se la vera gioia è arrivata nel momento esatto in cui ho ricevuto l’email che confermava la mia partecipazione all’iniziativa.

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È così iniziata la mia avventura: dapprima attraverso la pagina Facebook, conoscendo i ragazzi e le ragazze che con me avrebbero partecipato al campo, condividendo con loro i miei pensieri e le mie idee, confrontandoci sul nostro modo di convivere con la nostra patologia, dal momento che l’ammissione al campo era riservata ovviamente ai ragazzi/e con diabete.
Sempre tramite la pagina Facebook ho conosciuto anche i responsabili del campo, come Chris Delicata, Annemarie Bevers, Alojz Rudolf e tanti altri, che interagivano con noi e ci fornivano sempre più informazioni su ciò che ci avrebbe aspettato e ci stimolavano ad esprimere i nostri punti di vista su diversi aspetti sempre riguardo alla nostra patologia.
Sento inoltre di poter dire che l’organizzazione è stata perfetta fin da subito, la possibilità di conoscerci virtualmente infatti, come accennavo prima, ci ha permesso di fare amicizia più rapidamente, senza contare la disponibilità dimostrata dall’IDF nel fornirci ogni dettaglio per il viaggio e per il nostro futuro soggiorno a Rogla.
Il 22 di luglio sono finalmente partito dall’aeroporto di Bologna con destinazione Lubiana: ho provato una forte sensazione di indipendenza, anche se avevo già volato spesso e con destinazioni più lontane, tuttavia questa era comunque la prima volta che viaggiavo in aereo da solo, con la costante preoccupazione di mia madre a tenermi compagnia.
Tutto naturalmente è andato per il meglio, senza considerare che nello scalo a Monaco non ero già più solo, poiché lì c’eravamo dati appuntamento io, Mark, Antonis, Matthew, Jhon, Pauline e alcuni altri ragazzi.
Alle ore 15 di venerdì 22 Luglio siamo arrivati, sani e salvi ( queste le parole con le quali ho informato mia madre via sms del mio arrivo!), a Lubiana dove alle 18 un pulmino riservato ci ha portati a Rogla.

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La cittadina mi ha dato fin da subito l’impressione di essere un bellissimo angolo di paradiso, essendo situata sulle montagne della Slovenia, oltre i 1500 mt di altitudine e circondata da ampie verdi vallate con un unico grande albergo e tante strutture sportive e soprattutto… tante mucche!
Al nostro arrivo ci aspettavano gli organizzatori per darci il benvenuto e spiegarci come si sarebbe svolta la settimana: due incontri al giorno, uno subito dopo la colazione e l’altro dopo il pranzo, in cui si tenevano delle lezioni multimediali e interattive (con diverse esercitazioni pratiche e la possibilità di intervenire per esprimere i nostri pareri o commenti) e negli altri momenti tanto sport e divertimento, mentre alla sera, quattro ragazzi alla volta, si sarebbero dovuti “presentare”, al fine di conoscerci meglio e soprattutto conoscere le varie realtà dei paesi dei ragazzi partecipanti, infatti, ci avevano affidato come compito pre-settimanale una presentazione di se stessi e della propria associazione, il tutto ovviamente in inglese.
Io mi sono presentato al gruppo la prima sera, parlando della mia città (Parma), quando sono nato ( il 21.12.92), dei miei studi (fresco di diploma al liceo Classico mi iscriverò a settembre a Scienze politiche Internazionali e Diplomatiche), delle mie passioni (la musica) del mio sport (la scherma), delle mie associazioni ( ANIAD e AGD PARMA) e di quello che faccio all’interno delle stesse.
Durante le sessioni di “lavoro” abbiamo incontrato vari esperti che hanno tenuto delle lezioni per spiegarci come creare e gestire delle associazioni a livello nazionale, quindi anche come raccogliere fondi, organizzarli, gestirli, come creare eventi e come, soprattutto, ottenere i nostri obiettivi.
Il divertimento, come accennavo prima, certamente non è mancato, tra i tanti sport, come calcio, arrampicata, pallavolo, basket, nordic walking, il clima sempre amichevole e familiare del posto, la simpatia e disponibilità degli organizzatori… era già trascorsa una settimana ed era già ora di tornare a casa.

Voglio aggiungere che questa settimana rimarrà impressa nella mia mente e nel mio cuore per sempre, perché qui ho imparato tante cose, ho conosciuto della gente fantastica, ho riso, mi sono divertito davvero molto e soprattutto ho capito che sono tanti i ragazzi che come me non hanno problemi a vivere con il diabete ed è questo il messaggio che attraverso questa mia cronaca vorrei arrivasse a quanti più ragazzi possibile: il diabete è una condizione con la quale dobbiamo convivere, ma se lo accettiamo come compagno di vita e sfruttiamo le nostre potenzialità, la nostra vita non sarà diversa da quella di tanti altri ragazzi che non hanno il diabete!

Luca Cappellini

Ps: Alla fine ci hanno anche detto che ci sarà la possibilità di partecipare al Congresso Mondiale del diabete che si terrà a Dubai nella seconda settimana di Dicembre; l’IDF ci pagherà le lezioni e il vitto ma il problema principale sarà trovare degli sponsor per il viaggio e l’alloggio, ma, grazie a quello che ci hanno insegnato, ho già iniziato a darmi da fare!

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