Documenti Archivi - A.N.I.A.D. https://www.aniad.org/category/documenti/ Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici Thu, 08 Aug 2024 10:13:31 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.1 https://www.aniad.org/wp-content/uploads/2014/10/favicon.png Documenti Archivi - A.N.I.A.D. https://www.aniad.org/category/documenti/ 32 32 IL LIBRO – “ANIAD tra scienza e sport inclusivo UNA STORIA LUNGA TRENT’ANNI” https://www.aniad.org/aniad-tra-scienza-e-sport-inclusivo-una-storia-lunga-trentanni-il-libro/ Mon, 13 Dec 2021 13:54:19 +0000 https://www.aniad.org/?p=3940 A distanza di qualche giorno dalla … Continua a leggere

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A distanza di qualche giorno dalla conferenza stampa tenutasi lo scorso 7 dicembre presso la sala “Caduti di Nassirya” del Senato della Repubblica dove abbiamo presentato il libro “ANIAD tra scienza e sport inclusivo UNA STORIA LUNGA TRENT’ANNI” rendiamo pubblico e condiviso il testo affinché possa essere consultato e condiviso.

Il libro, scaricabile cliccando qui, si compone di cinque capitoli:

  1. ANIAD e la ricerca clinica su diabete e sport
  2. ANIAD e la divulgazione scientifica
  3. ANIAD e il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI)
  4. ANIAD e la International Diabetes Federation (IDF)
  5. Dalla ricerca clinica alla pratica sportiva: le testimonianze degli atleti diabetici

All’interno sono raccolti gli abstract di numerose pubblicazioni scientifiche alle quali hanno preso parte circa 80 tra Diabetologi, Nutrizionisti, Fisioterapisti, Laureati in Scienze Motorie, oltre alle importanti testimonianze di atleti con diabete, che hanno contribuito negli anni a sviluppare un livello di conoscenza e consapevolezza sul tema Diabete&Sport tale da superare importanti ostacoli clinici e parecchi pregiudizi.

Tutti gli articoli scientifici sono pubblicati sotto forma di abstract, ad eccezione del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) per l’attività fisica nella persona con diabete.

A breve saranno resi disponibili e scaricabili dal sito www.aniad.org tutti gli articoli scientifici presenti nella pubblicazione

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BILANCI CONSUNTIVI https://www.aniad.org/bilanci-consuntivi/ Mon, 22 Mar 2021 14:08:27 +0000 http://www.aniad.org/?p=3547 BILANCIO CONSUNTIVO ANNO 2014 BILANCIO CONSUNTIVO … Continua a leggere

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BILANCIO CONSUNTIVO ANNO 2014

BILANCIO CONSUNTIVO ANNO 2015

BILANCIO CONSUNTIVO ANNO 2016

BILANCIO CONSUNTIVO ANNO 2017

BILANCIO CONSUNTIVO ANNO 2018

BILANCIO CONSUNTIVO ANNO 2019

BILANCIO CONSUNTIVO ANNO 2020

BILANCIO CONSUNTIVO ANNO 2021

BILANCIO CONSUNTIVO ANNO 2022

BILANCIO CONSUNTIVO ANNO 2023

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25° dell’A.N.I.A.D. https://www.aniad.org/25-della-n-i-a-d/ Tue, 13 Sep 2016 20:08:53 +0000 http://www.aniad.org/?p=2078             … Continua a leggere

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Lo  scorso 14 ottobre presso il salone d’Onore del CONI di Roma, l’ANIAD ha celebrato con un convegno dal titolo “Diabete e Sport, il contributo della scienza e del volontariato”, 25 anni di attività.

L’inizio dei lavori, coordinato dal Vice Presidente Felice Strollo, è stato avviato dai saluti del Presidente ANIAD Marcello Grussu che ha ricordato molto brevemente il momento storico in cui l’Associazione si è costituita, e i motivi che hanno spinto i soci fondatori a farlo. Motivi che  soprattutto andavano nella direzione di voler colmare un vuoto di bisogni e di diritti  ancora presenti nonostante la recente promulgazione della legge 115 del 1987.

I successivi momenti dedicati ai saluti di rito si sono rivelati particolarmente  importanti, non solo perché sono stati portati da personalità di rilievo, ma soprattutto perché da essi è emersa la volontà di consolidare i rapporti già esistenti, impegnarsi a superare insieme le criticità attuali  ed inoltre perché sono stati chiarificatori di alcune situazioni.

Il Presidente del CONI Giovanni Malagò, padrone di casa, ha espresso una vera e propria ammirazione per le attività svolte dall’ANIAD, ricordando come lo stesso CONI fosse in prima linea da tempo per  incrementare, attraverso lo sport, lo sviluppo di una corretta cultura della salute. Il protocollo sottoscritto proprio tra CONI e ANIAD nel giugno del 2014, che è stato presentato al pubblico dal dott. Giuseppe Pipicelli, tende a valorizzare l’impegno di entrambi verso quella direzione.

Il Rettore della 4° Università di Roma Foro Italico Fabio Pigozzi ha sottolineato il ruolo dei laureati in scienze motorie nella implementazione dei programmi di esercizio fisico terapeutico delle persone con diabete, cosa che ANIAD ha sostenuto e realizzato da tempo.

Il Dott. Maurizio  Casasco, presidente della FMSI (Federazione Medici Sportivi Italiani),  ha sottolineato  l’importanza del ruolo del medico sportivo nel rilascio dell’idoneità alla pratica sportiva teso proprio a garantire l’atleta da un punto di vista della salute, anche e soprattutto in presenza di patologie conclamate. Ha voluto ricordare la necessità di stringere ancor di  più sinergie e collaborazione con le altre branche della medicina specialistica al fine di armonizzare i differenti aspetti  ed emanare linee guida sempre attuali e soddisfacenti.  Infine ha sottolineato il fatto che i passi avanti realizzati nella cura e gestione del diabete, soprattutto quello di tipo 1, determinano la necessità di collaborare per poter rivedere proprio attraverso la stesura e l’integrazione di nuove indicazioni,  il superamento di alcuni vincoli su attività sportive considerate tutt’ora sconsigliate o vietate.

Il Dott. Stefano Turra in rappresentanza di Diabete Italia e del suo Presidente Ing. Giovanni Lamenza, riconoscendo il ruolo attivo e collaborativo dell’ANIAD tra le componenti che costituiscono appunto Diabete Italia, evidenzia  il valore del lavoro svolto dall’ANIAD  in questi anni, ed anzi  appoggia e sostiene l’importanza dell’attività fisica a tutti i livelli, agonistica e non, facendo propri i consigli a praticarla per i benefici riconosciuti nella gestione del diabete di tipo 1 e per la prevenzione di quello di tipo 2.

Diabete Italia inoltre sostiene ed ha sostenuto le istanze dell’ANIAD in tema di lotta alle diseguaglianze a danno delle persone affette dalla patologia  in ambito lavorativo e sociale nelle sedi istituzionali (Es. Questione Droni).

Le pallavoliste  Veronica Minati e Jessica Puchaczewski, entrambe diabetiche, che militano nel campionato nazionale di serie B con i colori della  TUUM Perugia volley, della quale squadra l’ANIAD da quest’anno è sponsor etico,  hanno portato i saluti ma soprattutto la testimonianza che la  convivenza con il diabete non impedisce  loro di competere sportivamente ad alti livelli.

Ed infine il Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli, responsabile del NADO Italia (Nucleo Antidoping), il quale ha ricordato il ruolo, anche in questo caso,  che l’organizzazione da lui rappresentata svolge nell’ambito della tutela e della garanzia dell’atleta e delle regole vigenti. Garanzia che è assolutamente estesa  al pieno riconoscimento della possibilità a  praticare l’attività sportiva anche agonistica a quei soggetti che per necessità terapeutiche utilizzano farmaci inclusi tra quelli considerati dopanti come l’insulina, sgombrando pertanto il campo da ogni possibile e strumentale diversa posizione.

Di fronte ad una platea foltissima composta da atleti con diabete di ieri e di oggi, Diabetologi, laureati e laureandi in scienze motorie, esperti di fitness metabolica, dietiste e infermieri, si sono quindi alternati autorevoli rappresentanti  che operano a vario titolo nel  complesso mondo che ruota intorno al problema del Diabete  fornendo uno spaccato delle diverse attribuzioni e aspettative dai differenti punti di vista.

  • della politica in particolare da parte della ex senatrice Emanuela Baio, presidente del Comitato per la tutela dei diritti dei diabetici,  che deve indirizzare il proprio impegno verso l’attuazione piena delle leggi e delle norme che tutelano il pieno inserimento della persona con diabete nei vari ambiti. Ma anche verso scelte di natura economica che possano agevolare cure ed organizzazioni sanitarie  sempre più appropriate ed interventi sempre più efficaci per quanto riguarda la prevenzione.
  • della strategia in ambito sanitario,(dott.ssa Paola Pisanti presidente della Commissione Diabetologica Nazionale) e quindi più specificatamente del ruolo del Ministero della Salute con la piena attuazione su tutto il territorio nazionale del Piano sulla Malattia Diabetica. Ma anche di interventi più ampi che tengano conto dei risultati emersi  dalle innumerevoli indagini realizzate nel corso di questi anni e che tracciano un vero e proprio bisogno di una architettura della salute nuova e  coerente con il ruolo di tutte le componenti sociali: Aziende sanitarie, scuola, Organizzazioni sportive, amministrazioni locali, etc..
  • della tutela della salute in ambito sportivo (a cura della dott.ssa Alessia Di Gianfrancesco e del dott. Michelangelo Giampietro), intesa come  necessità di coniugare gli aspetti dell’idoneità  e del doping, regolati da specifiche norme legislative, con il diritto  della persona con diabete alla pratica sportiva e la reale valutazione del rischio indotto dalla patologia.
  • del progresso clinico e terapeutico attraverso la relazione del dott. Stefano Balducci che ha fissato le evidenze scientifiche del binomio diabete attività’ fisica aerobica ed anaerobica, definendo le dosi di esercizio fisico che producono effetti sul metabolismo glicemico e sul rischio cardiovascolare che sono ben più efficaci e sicure di tanti farmaci.
  • del progresso sportivo attraverso i più moderni ed efficaci sistemi di allenamento degli atleti con e senza diabete presentati dal dott. Massimo Sacchetti 
  • del progresso tecnologico e farmacologico, (dott. Matteo Bonomo) vere e proprie espressioni di un enorme avanzamento nell’elevare la qualità della vita delle persone con diabete. Basti pensare alle possibilità attuali di autocontrollarsi attraverso le quali risulta possibile  determinare la migliore strategia terapeutica momento per momento.  Una condizione questa, che ha facilitato e garantito non poco le persone anche nei confronti  di discipline sportive notoriamente sconsigliate e vietate e sulle quali  oggi per lo meno esiste un approccio  aperto e possibilista.

Una parte importante della giornata naturalmente è stata dedicata a “sbobinare”, quasi fosse un film, la storia  dell’ANIAD dalle sue origini, fino ai giorni attuali e alle espressioni assunte nelle varie regioni dove si è costituita una sezione.

Non è apparso superfluo inquadrare il contesto storico in cui è stata costituita l’Associazione. E cioè che verosimilmente quando è nata nel 1991, qualche anno dopo la legge 115 del 1987, i soci fondatori hanno voluto cogliere l’esigenza di un bisogno che andava colmato oltre che con l’intervento del legislatore anche con un intervento di maggiore sensibilizzazione e di informazione che sarebbe stato di gran lunga un valido aiuto per le persone con diabete ma anche per i sanitari.

Un ruolo che poteva essere tranquillamente svolto  proprio sotto la forma organizzata dell’associazione di volontariato. Erano i tempi in cui, come dimostrano alcune testimonianze, chi faceva attività sportiva e si ammalava di diabete,  teneva nascosta la sua condizione per paura di non poter più competere visto e considerato che non avrebbe più ottenuto il certificato di idoneità. Persino la gran parte del mondo della diabetologia vietata la pratica sportiva agonistica.

Le iniziative dell’ANIAD erano viste in ambito sanitario come fumo negli occhi, e non pochi furono i casi di ostruzionismo. Fortunatamente la tenacia e la competenza dei soci fondatori e del suo presidente il dott. Gerardo Corigliano, hanno, per così dire, “sdoganato” pregiudizi e false convinzioni, attivando un processo tutt’ora in corso, di accettazione che il binomio Diabete e Sport non solo è sostenibile ma addirittura auspicabile come fondamentale supporto della terapia farmacologica ed alimentare.

Lo stesso  commento della moderatrice, la dott.ssa Nicoletta Musacchio, presidente della Società Scientifica AMD, ricordava a tutti come fosse purtroppo facile a quei  tempi incrociare volti di pazienti troppo spesso tristi sfiduciati, mentre invece per contro via via che crescevano le testimonianze e le iniziative anche grazie ad associazioni come l’ANIAD, si sviluppavano sia tra le persone con diabete che tra i sanitari  sempre maggiore consapevolezza e conoscenza.

Diversi i momenti di vera  emozione. Dal ricordo degli importantissimi traguardi sportivi raggiunti da alcuni atleti con diabete,  come gli alpinisti Vittorio Casiraghi e Mauro Sormani, l’ultramaratoneta Alberto Ghelli, il ciclista Mauro Talini, a quelli meno massacranti sul piano fisico ma altrettanto grandi per l’elevato valore intrinseco della testimonianza e della conoscenza.

Il racconto in diretta dei Presidenti Regionali (Ubaldo La Monaca per il Friuli, Davide Bocchio per la Lombardia, Marco Marchetti per l’Emilia Romagna, Sandro Palleschi per l’Abruzzo, Giuliano Priori per il Lazio, Alessio Liguori per la Campania, Rocco Giacomodonato per il Molise, Francesco Perreca per la Calabria, Francesco Gallo per la Sicilia e Anna Firinu per la Sardegna) ha infine chiuso i lavori  restituendo  alla platea una fotografia  puntuale sulle criticità ma anche sugli aspetti positivi caratterizzanti ciascuna Regione. Sui programmi svolti e su quelli futuri sempre tesi a cercare  di interagire con le comunità, le organizzazioni sanitarie e soprattutto essere di supporto alle persone con diabete ed alle loro famiglie.

 

Un particolare ringraziamento al Presidente del CONI Giovanni Malagò per la squisita ospitalità e per averci messo a disposizione il Salone D’Onore.

Un grande ringraziamento va naturalmente anche alle aziende che attraverso il loro contributo non condizionante hanno permesso la realizzazione dell’evento, e precisamente:

Abbott srl

Bayer SpA

BC Trade srl

Medtronic Italia SpA

Novo Nordisk Italy

Roche Diabetes Care Italy SpA

Sigma-Tau Industrie Farmaceutiche Riunite SpA

 

Il Programma

 

 

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IDF premia i Giovani Ricercatori e non solo https://www.aniad.org/idf-premia-i-giovani-ricercatori-e-non-solo/ Thu, 01 Sep 2016 09:00:18 +0000 http://www.aniad.org/?p=2049 Cari soci, IDF Europe (International Diabetes … Continua a leggere

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Cari soci, IDF Europe (International Diabetes Federation) anche quest’anno ha indetto una sorta di gara e premierà i Giovani Ricercatori che, con il loro lavoro e i loro studi e ricerche, dimostrano la volontà e l’impegno nel migliorare la qualità della vita dei diabetici o che si sono distinti nel campo della prevenzione. Anche le associazioni (come le sedi regionali di ANIAD) possono partecipare. Infatti, veranno premiati anche coloro che attraverso la comunicazione supportano chi è affetto da diabete, forniscono informazioni utili e fanno prevenzione.

Vi invitiamo a prendere visione dei bandi e moduli seguenti:

AppliFormLgStg2016

AppliFormSocMed2016

AppliFormYgRes2016docx

Call4Appli SocMed2016

Call4Appli LgStg2016

Call4Appli YgRes2016

Per maggiori informazioni eccovi il SITO UFFICIALE DI IDF.

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Pilotare un Drone pur avendo il Diabete, adesso è possibile. https://www.aniad.org/pilotare-un-drone-pur-avendo-il-diabete-adesso-e-possibile/ Sat, 02 Jul 2016 15:35:00 +0000 http://www.aniad.org/?p=1923 Intervento di A.N.I.A.D. a favore del … Continua a leggere

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Intervento di A.N.I.A.D. a favore del riconoscimento del brevetto per il  pilotaggio di APR (Droni), per persone affette da diabete tipo 1 insulino dipendente.

Come è noto essere affetti da diabete di tipo 1 insulino – dipendente è una condizione che molto spesso negli anni ha generato vere e proprie discriminazioni, alle quali purtroppo ancora assistiamo.  La legge 115 del 1987, che certamente si è rivelata un importante strumento per affrontare e risolvere molti degli aspetti critici che costituivano ostacolo alla normale vita delle persone con diabete, da sola comunque non ha potuto dirimere ogni singola situazione, soprattutto quando le questioni si sono rivelate la conseguenza di nuovi bisogni e necessità non ancora emerse completamente.

Il caso che ci ha appassionato e del quale ci siamo occupati in questi ultimi mesi, riguarda il mondo del lavoro,  e la sfera dei diritti e del riconoscimento a poter esercitare una professione (in questo caso classificabile come una nuova professione emergente), anche in presenza di diabete di tipo 1.

Nasce da una segnalazione di un giovane ingegnere che per esigenze professionali appunto, necessita di utilizzare apparecchiature innovative come i Droni, tecnicamente definiti come APR (mezzi aerei a pilotaggio remoto), per sviluppare e rilevare dati topografici nell’ambito delle sue mansioni.

Il problema emerge quando,  appurato che per pilotare mezzi simili è necessario un brevetto,  il giovane ingegnere sottopone apposita istanza all’ENAC (Ente preposto per la concessione del brevetto), che però glielo rifiuta in attuazione ad una rigida regolamentazione che prevede l’impossibilità a rilasciare l’autorizzazione a persone affette da diabete di tipo 1 insulino dipendenti. E questo anche a fronte di certificazione di un medico AME (Aeromedical Examine), che ne attestava invece i requisiti sanitari in quanto privo di complicanze e in assoluto buon compenso glicemico.

Nei mesi scorsi, fortunatamente l’ENAC avvia un processo di revisione della circolare LIC-15 (documento attraverso il quale si definiscono i requisiti per ottenete le licenze di pilotaggio degli APR), prevedendo una fase temporale di qualche settimana per la raccolta di osservazioni e considerazioni.

 

In particolare,  abbiamo colto l’opportunità per richiedere  modifiche ad una   parte del  paragrafo riguardante i requisiti medici da possedere per l’ottenimento della licenza, eccependo, una serie di condizioni anche incongruenti con gli effettivi ed attuali livelli di cura e gestione della patologia, alla luce anche della    tecnologia attualmente disponibile ed  il cui utilizzo determina sostanzialmente un rischio di ipoglicemia ridottissimo.

In concreto ed in sintesi ciò che si è ottenuto:

  1. il superamento di un’applicazione rigida della norma descritta nel regolamento UE 1178/2011 alla quale la Circolare LIC-15 dell’ ENAC si rifà, e che stabilisce appunto l’esclusione delle persone affette da diabete di tipo 1 dal conseguimento del  brevetto;

 

  1. il riconoscimento che sia il medico AME a stabilire le reali condizioni di idoneità del soggetto richiedente la licenza sulla base di una valutazione oggettiva del suo stato di salute e non tanto per il fatto che sia affetto dalla patologia DT1.

In conclusione pensiamo sia molto importante aver ottenuto nel contesto di un Ente Governativo  il riconoscimento che la valutazione clinica delle persone affette da diabete non può prescindere dalla valutazione discrezionale di un medico competente che sappia e possa valutare oggettivamente lo stato di salute del singolo.

Questa forma di approccio può essere determinante e può fare scuola in tanti altri ambiti professionali, e non  solo, affinché l’essere affetto da diabete di tipo 1 non sia una preclusione a prescindere.images

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